Formafantasma e Cedit: eredità cromatiche

Vi ho parlato di Formafantasma nel post dedicato all’evento Florim a Venezia dove ho avuto la possibilità di partecipare ad un talk dedicato ad Arte, Design e Industria.

In quell’occasione il duo composto da Andrea Trimarchi e Simone Farresin rimarcò l’importanza di attingere dalla tradizione delle lavorazioni artigianali anche nelle produzioni industriali seriali.

Questa costante volontà di imparare dal passato e applicarlo alle nuove tecnologie, li ha portati più volte a lavorare con le materie prime presenti in natura.

Un ritorno alle origini dove tutto era scoperta e sperimentazione.

Una ricerca che spazia dallo studio della lava dell’Etna fino ad arrivare all’antica scienza delle erbe medicinali.

Due moderni detective del design, che dal loro studio di Amsterdam, collaborano con brand che come loro amano scavare a fondo e proporre progetti che facciano da ponte tra passato e futuro.

La collaborazione con Cedit

Il marchio CEDIT Ceramiche d’Italia è – da oltre cinquant’anni – sinonimo di sperimentazione applicata alla ricerca estetica e tecnica nell’ambito della ceramica.

Formafantasma ha saputo reinterpretare pienamente lo spirito di Cedit, producendo la collezione CROMATICA.

Questo progetto indaga le possibilità del colore nella produzione industriale ceramica contemporanea.

Durante il processo produttivo le lastre vengono lavorate in modo che all’interno di ogni singolo pannello ci siano sfumature e tonalità di colore diverse.

Una volta tagliata la lastra in formati più piccoli, le unità concepite in diverse dimensioni possono essere miscelate tra loro creando combinazioni cromatiche originali e sempre uniche.

Per sviluppare la cartella colori, Formafantasma ha studiato gli archivi di Cedit ispirandosi ad una gamma di smalti disegnati da Sottsass (che più volte collaborò con l’azienda).

Ecco come loro descrivono CROMATICA:

“Questo lavoro è una riflessione sul colore, e soprattutto su come riportare la moltitudine di toni, tipici della produzione artigianale, all’interno di un progetto su grande scala.”

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