Consigli dalla Svezia per vivere meglio: ne abbiamo bisogno?

Avevo in bozza questo post da qualche settimana, ho sentito che era il momento di rispolverarlo.

No, non voglio parlare di calcio, perché non ne capisco nulla (ho solo recepito che gli svedesi andranno ai mondiali e noi no).

Voglio parlare di trends che arrivano dal nord (e dalla Svezia), complice, a mio parere, il sempre maggior interesse che si sta mostrando verso lo stile di arredamento scandinavo (che indubbiamente merita tutta la nostra attenzione!).

Questo interesse negli ultimi mesi si è spostato anche ad altre sfere, non più solo abitative, della cultura scandinava.

Avrete senz’altro sentito parlare di Hygge e Lagom grazie ai numerosissimi articoli usciti in rete sulla filosofia di vita, proveniente dal nord Europa, che porterebbe alla felicità.

Se non ne avete mai sentito parlare potete farvi un’idea leggendo i post che ho dedicato prima al danese Hygge e poi allo svedese Lagom.

Ho personalmente letto con interesse il libro HYGGE The Danish way to live well di Meik Wiking.

Nel libro vengono messi in luce gli indiscutibili effetti positivi di uno stile di vita intimo che punta a cercare la felicità nelle piccole cose e nella stretta cerchia di amicizie con cui condividere atmosfere calde e rilassate.

Nonostante queste due parole (intraducibili in italiano), abbiano avuto un forte e positivo rimbombo mediatico, non riesco a non parlarne con un pizzico di cinismo e ironia.

Ora, non voglio mettere in discussione stili di vita culturalmente radicati in quei paesi, quello che metto in discussione è che questi stili di vita possano essere esportati e realmente compresi altrove.

E poi, perché noi italiani dovremmo sentire la necessità di importare un modo di vivere? La felicità può essere insegnata? Quesiti che mi sono posta più volte…

Fin qui tutto bene, possiamo prendere spunto da qualche suggerimento per ricreare anche nelle nostre case un angolino Hygge, o cercare di capire cosa si intenda con la frase “né troppo, né poco: il giusto” motto della filosofia Lagom (la moderazione prima di tutto, anche nel mangiare).

Era sufficiente…

Invece i trends svedesi si moltiplicano. Ho letto di Mysa, ossia, prendere la vita meno sul serio, fare le cose con più calma, apprezzare e praticare il silenzio.

La proposta di importare l’ennesimo stile di vita arriva dall’amatissima Filippa Lagerback, che ha dedicato un post su Instagram a questo concetto svedese di vita slow.

Filippa vive a Milano e secondo me è anche una che prende i mezzi, ma come fa a mettere in pratica Mysa?

Non contenta ho letto di un’artista svedese, Margareta Magnusson, che ha scritto un libro su come svuotare la casa e buttare il superfluo prima di passare a miglior vita.

Tutto ciò, per non lasciare questa fastidiosa incombenza agli eredi che, sicuramente, avranno ben altro di più interessante da fare.

L’intento è anche quello di ripercorrere serenamente e lentamente la propria vita.

Il libro intitolato “Gentle Art of Swedish Death Cleaning” uscirà solo a gennaio 2018 ma se ne parla già parecchio.

A parte l’aspetto macabro-ironico della cosa, vorrei capire perché una persona che ha più o meno superato la soglia degli 80/90 debba passare gli ultimi anni/mesi a fare decluttering.

Che non debba liberarsi di cose oscene tipo scatti osé o diari imbarazzanti (come consiglia l’autrice stessa)?

Insomma, possiamo prendere con ironia e leggerezza questi consigli, anche solo per curiosità verso culture così distanti dalla nostra.

Fatto sta che la Svezia avanza, non solo in campo…

 

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