LA FELICITA’ DEI DANESI STA IN UNA PAROLA: HYGGE!

La notizia era già trapelata da tempo, i Danesi sono il popolo più felice al mondo e beati loro. Ora sappiamo anche il perché, la chiave di questo stato di grazia è racchiusa in una piccola parola: Hygge. Ho scoperto tante cose leggendo il libro “Hygge – la via Danese alla felicità”, per esempio che la Danimarca consuma più candele pro capite di qualsiasi altro paese europeo (dopo capiremo perché) e che col cavolo si rimane in ufficio dopo le 17.30, vi prenderebbero per matti.

Questa parola è stata tradotta in molti modi, “l’arte di creare intimità”, “benessere dello spirito”, “assenza di fastidi”, “trarre piacere dalla presenza di elementi consolatori” e semplicemente “cioccolata a lume di candela” (e da qui la loro fissa  per le candele). E’ uno stato d’animo che tutti abbiamo provato nella vita quando stiamo con le persone più intime (possibilmente poche dicono loro), quando siamo a casa e ci sentiamo al sicuro, quando abbassiamo la guardia, quando sorseggiamo una tazza di tè avvolti in una coperta di pile (meglio ancora se fuori c’è una bufera in corso).

Ma non pensate che sia così semplice essere Hyggelig (sì il termine viene utilizzato anche sotto forma di verbo o aggettivo), è necessario seguire degli accorgimenti che vanno dal tipo di illuminazione della stanza all’abbigliamento casual, bisogna avere una smodata passione per le bevande calde (tè, cioccolata, vin brulé e caffè in primis) e necessariamente una forte propensione a rilassarsi (il caffè sarà più leggero del nostro presumo).

Spiegare un concetto così intangibile è molto difficile se non si fanno degli esempi, io quelli riportati dal libro li ho fatti subito miei, peccato che tra il dire e il fare….vediamone alcuni:

“La Fredagshygge/Sondagshygge – la Hygge che si prova di venerdì o di domenica. Dopo una lunga settimana la Fredagshygge in genere rimanda alla famiglia accoccolata insieme sul divano a guardare la tv. Sondagshygge descrive una giornata lenta a base di tè, libri, musica, coperte, e magari un’occasionale passeggiata se si ha bisogno di uno sfogo” (a parte la passeggiata, sono felice solo ad immaginarle due giornate così).

“Hyggebukser – Quel paio di pantaloni che non metteresti mai in pubblico, ma sono talmente comodi che probabilmente, in segreto, sono i vostri preferiti” (dai che ce li avete anche voi).

“Hyggekrog – Il posticino in cucina o in soggiorno dov’è possibile sedersi e trascorrere momenti Hyggelige”  (ci sto lavorando…)

Insomma avete capito, è tutta una questione di benessere, calore e intimità, il tutto condiviso con pochi amici ma buoni…

E com’è la casa Hygge? Si sa che i Danesi hanno un ottimo gusto nell’arredare casa, non a caso il loro modo di vivere il design è diventato un vero e proprio stile da imitare. Non è raro trovare nelle loro case oggetti iconici di famosi designer danesi, come la lampada PH di Poul Henningsen:

lampada ph

o la Panton VP Globe:

lampada globe

entrambe ideate per emanare una luce piuttosto soffusa.

Se avete un camino la Hygge è assicurata, se non ce l’avete dateci dentro con le candele, esponete oggetti in ceramica (una teiera, la vostra tazza preferita), coperte e cuscini sono un must per una casa hyggelig.

E’ davvero tutto qua il segreto della felicità? E poi la felicità si può misurare? Sono domande che si pone anche l’autore del libro, che sentite un po’, lavora all’Happiness Research Institute un istituto che analizza la qualità della vita e le cause e gli effetti della felicità umana. Qualcosa ne capisce insomma, non sottovalutiamola questa Hygge. D’altronde essere i più felici al mondo nonostante gli oneri fiscali tra i più elevati al mondo, inverni lunghi e bui e 179 giorni di pioggia registrati all’anno non è roba da poco no?!

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